Cosa significa pastorizzato?

pastorizzazioneI prodotti derivante dal latte (ma non solo) possono essere, anzi, spesso devono essere pastorizzati. Ma che vuol dire questo termine, e a cosa si riferisce?

Si riferisce al processo della pastorizzazione, un procedimento che serve a rendere il latte meglio conservabile e ad eliminare batteri e agenti che potrebbero essere dannosi per l’organismo umano o che potrebbero causare un deterioramento del prodotto troppo veloce.

Come funziona la pastorizzazione?

La pastorizzazione è una procedura che prevede il riscaldamento dell’alimento (o della sostanza) in questione. La pastorizzazione bassa, che avviene tra i 65° e gli 85° viene in genere praticata su vino e birra.

Il latte invece ha bisogno di temperature più elevate, tra i 75° e i 95°, temperatura in grado di uccidere il pericolosissimo Listeria, un batterio molto pericolo per gli umani e per alcune categorie di animali.

Ci sono in realtà dibattiti scientifici che riguardano la temperatura da utilizzarsi. Gli agenti responsabili del tifo ad esempio, hanno bisogno di temperature superiori ai 100° per essere eliminati con successo.

Latte pastorizzato UHT

Il latte a lunga conservazione usa una pastorizzazione definita a Ultra High Temperature, che riscalda il latte fino a 145°, eliminando ogni tipo di microorganismo. Questa procedura permette al latte di conservarsi, in confezioni sigillate ermeticamente, per diversi mesi, rendendolo molto più economico e molto più facile da stockare in magazzino.

Si può fare la pastorizzazione di tutti gli alimenti?

Assolutamente no, dato che temperature così alte modificano sostanzialmente le proprietà organolettiche dell’alimento in questione. Per questo motivo moltissimi prodotti non possono essere sottoposti a pastorizzazione, e utilizzano in genere altri metodi per eliminare gli agenti biologici pericolosi.

In genere la procedura si applica su alimenti liquidi, che grazie alle loro particolari proprietà possono essere riscaldati senza alcun tipo di problema e senza andare a deteriorare le qualità del prodotto.

Da dove viene il nome?

Il nome viene dal chimico francese Louis Pasteur, che fu il primo a dimostrare che i batteri e gli altri microorganismi non erano in grado di riprodursi in un ambiente che tenesse l’aria (e quindi i batteri e microorganismi stessi) fuori portata. Prima di lui era molto popolare una teoria, quella della generazione spontanea, che riteneva i batteri e i microorganismi appunto come generati dal nulla.

Pasteur fu il primo ad utilizzare la procedura in questione, su ordine di Napoleone III°, e fu utilizzata per pastorizzare vino destinato al consumo umano.

Per quanto riguarda invece la pastorizzazione del latte, fu opera del tedesco Franz Von Soxhlet, che creò anche una macchina che permetteva la pastorizzazione in casa, senza che ci fosse la necessità di acquistare prodotti industriali, al tempo non comuni, per consumare un prodotto sano.

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